ASSEGNI, DAL 30 APRILE SI CAMBIA


Conto alla rovescia per le nuove regole sugli assegni messe a punto dal Tesoro per adeguarsi alle direttive comunitarie e combattere riciclaggio e criminalità, prevedendo anche sanzioni amministrative pecuniarie per chi non le rispetta.

L’Abi ricorda che mancano ormai pochi giorni per le nuove regole (scattano il 30 aprile) e che per facilitare il passaggio ha messo in distribuzione negli sportelli bancari una guida per i clienti realizzata in collaborazione con il Tesoro e la Banca d’Italia. Una platea rilevante quella interessata: nel 2006 – ricorda l’associazione tra le banche italiane – sono stati 453 milioni gli assegni emessi per un importo complessivo di 1.191 miliardi di euro e un importo medio per assegno di 2.629 euro.

Tra le novità più rilevanti della nuova normativa l’obbligo di emettere solo assegni “non trasferibili” dai 5.000 euro in su, il pagamento di una tassa di 1,50 euro ad assegno nel caso in cui si vogliano fare ‘cheque’ liberi e l’impossibilità di emettere assegni “a me medesimo” se non per l’incasso di contanti da parte della stessa persona che li ha emessi. Inoltre gli assegni liberi dovranno portare per ogni girata, pena la sua nullità, anche l’indicazione del codice fiscale di chi la effettua.

“Mancano 10 giorni all’arrivo delle nuove regole antiriciclaggio per l’uso di assegni, libretti al portatore e contanti. – ricorda l’Abi – Per la sicurezza dei clienti e quella dei loro pagamenti nasce la guida ‘Assegni: cambia tutto’. La Guida suggerisce con un linguaggio chiaro e semplice i piccoli, ma necessari accorgimenti per assicurare maggiore sicurezza al cliente ed evitare che gli assegni possano circolare senza controllo ed essere incassati da persone diverse da quelle a cui sono destinati”. Ecco le sei regole principali che l’Abi ricorda ai clienti delle banche: 1) Gli assegni bancari, circolari o postali con un importo pari o superiore a 5.000 euro dovranno riportare la clausola ‘non trasferibile’. 2) Chi vuole continuare ad utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 5 mila euro, può farlo con una richiesta scritta alla propria banca e per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera senza la dicitura ‘non trasferibile’ è previsto dalla legge il pagamento di un’imposta di bollo di 1,50 euro che la banca verserà allo Stato. 3) I ‘vecchi’ carnet di assegni, emessi prima dell’entrata in vigore delle nuove misure, potranno essere usati fino al loro esaurimento e per importi pari o superiori a 5 mila euro è necessario ‘validarli’ inserendo la clausola di “non trasferibilità”. 4) Sugli assegni in forma libera ogni girata, pena la sua nullità, dovrà riportare il codice fiscale di chi la effettua. 5) Gli assegni intestati a ‘me medesimo’ o ‘m.m’ possono essere girati per l’incasso soltanto presso uno sportello bancario o postale, vengono considerati ‘non trasferibili’ e possono essere incassati unicamente dall’emittente che non può girarli ad altri. 6) Il saldo dei libretti di deposito al portatore non potrà essere pari o superiore alla somma di 5.000 euro. Per quelli in essere è prevista l’estinzione o la riduzione alla soglia stabilita dalla legge entro il 30 giugno 2009.(Fonte Ansa)

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