Modica, il PD rimanda al mittente l’ipotesi di dichiarare il dissesto finanziario


Le dichiarazioni rese dal segretario aziendale della cisl presso il Comune di Modica sulla opportunità che si dichiari il disseto finanziario del Comune di Modica sono semplicemente irresponsabili.

Non  è altrimenti qualificabile il voler vedere lo strumento del dissesto finanziario come una sorta di panacea di tutti i mali del Comune di Modica solo perché garantirebbe una certa regolarità nel pagamento degli stipendi degli impiegati comunali.

Forse solo avendo ben presente cosa comporta il dissesto finanziario si può comprendere perché ogni amministratore che abbia a cuore gli interessi dell’intera città deve fare il possibile per evitarlo perché il dissesto è e deve rimanere una estrema ratio quando ogni altro rimedio non è praticabile.

Le conseguenze maggiori del dissesto finanziario sono:

  • 1) Incalcolabile danno all’immagine della città e a tutte le sue componenti produttive;
  • 2) Aumento all’aliquota massima di tutte le tasse locali, per un periodo di circa 10 o 20 anni con la inevitabile conseguenza di fare pagare maggiormente i cittadini già sottoposti a una pressione fiscale non indifferente;
  • 3) Eliminazione di tutte le spese non obbligatorie con pesanti ricadute negative sul tessuto sociale della città, in primo luogo sulle fasce più deboli della popolazione;
  • 4) Riduzione del personale, anche quello cd. di “ruolo” all’interno del rapporto di un impiegato su 103 abitanti con la conseguente messa in mobilità del personale di ruolo e la risoluzione dei contratti del personale precario.

Non si comprende poi come la presenza di funzionari regionali in qualità di controllori dell’attività amministrativa possa ottenere maggiori risultati di quelli che l’attuale amministrazione sta cercando di conseguire con le previste misure di risanamento dell’Ente.

Il Partito democratico non può che condividere la posizione dell’Amministrazione ben espressa dal sindaco Buscema che vede in una politica finanziaria di serio rigore unita alla politica di concertazione con le parti sociali e soprattutto alla collaborazione di tutti i cittadini e di tutte le categorie produttive una delle poche vie percorribili per far uscire l’Ente comune dal disastro causato, è sempre bene ricordarlo, da sei anni di allegra gestione delle finanze comunali.

Non si può che rinnovare l’invito già fatto all’inizio della campagna elettorale a tutte le forze sane della città di lavorare insieme per il bene della intera collettività superando gli steccati di barriere ideologiche o di interessi prettamente corporativi.

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