Pozzallo: ricordato il concittadino illustre Giorgio La Pira


In occasione del 31 anniversario della morte di Giorgio La Pira, il sindaco di Pozzallo, dott. Giuseppe Sulsenti, ha ricevuto a Palazzo di Città Priore della Provincia Domenicana dell’Italia Meridionale padre Giovanni Distante. La testimonianza diretta dell’incontro del domenicano con Giorgio La Pira all’età di 22 anni è stata toccante ed ha riproposto la figura di La Pira sempre pronto all’accoglienza con tutti. Padre Giovanni al termine della cerimonia, con un gesto molto bello e significativo, ha donato al Sindaco Sulsenti la corona del Rosario che teneva alla propria cintura come ogni buon domenicano e che costituiva un regalo prezioso ricevuto a Città del Messico nel corso di un convegno teologico: “Non posso non donare questo per me prezioso rosario alla città di Giorgio La Pira” ha dichiarato il frate domenicano. lapira
All’incontro ha presenziato tutta la famiglia domenicana della Sicilia, dalle suore ai laici, in un momento forte e significativo che prelude al momento in cui La Pira sarà beatificato. Proprio per questo i domenicani hanno voluto fare seguire un ulteriore momento della loro presenza a Pozzallo dopo il convegno teologico di luglio. “La Pira era un terziario domenicano e noi vogliamo che assieme a Firenze venga posto in risalto il ruolo formativo di Pozzallo e della Sicilia nella sua formazione umana, cristiana e culturale”.
Soddisfatto il sindaco Sulsenti per questo ulteriore tassello che registra una maggiore e più significativa presenza a Pozzallo dei domenicani nel nome di Giorgio La Pira.

Qui di seguito si riporta il testo integrale del discorso tenuto dal Sindaco di Pozzallo, dott. Giuseppe Sulsenti, alla cerimonia di benvenuto a Palazzo di Città AL MOLTO REVERENDO PADRE GIOVANNI DISTANTE, in occasione del 31° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL SERVO DI DIO GIORGIO LA PIRA

E’ nostro ospite illustre in questo Palazzo di Città, intitolato a Giorgio La Pira, il Molto Reverendo Padre Giovanni Distante, Priore della Provincia Domenicana S.Tommaso d’Aquino dell’Italia Meridionale.
Rivolgo a Lei, il saluto della Città di Pozzallo, di questa Amministrazione e mio personale.
Il pensiero e la testimonianza di Giorgio La Pira restano vivi nella nostra memoria e continuano a rivolgere alla collettività e sopratutto ai giovani un messaggio di coerenza e di impegno etico e culturale.
Dopo la morte del Sindaco santo, avvenuta il 5 novembre 1977, anno dopo anno, questa ricorrenza è stata sempre celebrata con particolare rilievo da tutte le Amministrazioni che si sono succedute in queso trentennio per far conoscere a questa Città, che gli ha dato i natali, i tanti aspetti salienti di questo profeta della pace e dell’unità tra i popoli.
Il pensiero di Giorgio La Pira, laico domenicano, che ha vissuto una straordinaria esperienza di uomo politico e di credente, capace di unire la contemplazione e la preghiera all’attività sociale e amministrativa, con una predilezione per i poveri e i sofferenti, è stata oggetto di una settimana di studi, promossa dal suo ordine domenicano sul tema “Europa e Mediterraneo”, proprio qui a Pozzallo nella passata stagione estiva e che ha registrato una larga partecipazione dei nostri concittadini.
L’iniziativa è stata apprezzata dal nostro vescovo, mons. Crociata, che ha voluto, nella giornata finale, concelebrare con i padri domenicani, in una cornice di particolare emozione, in un orario insolito e in un contesto non abituale ma estremamente suggestivo, come lo stesso Prelato ha voluto sottolineare. In tale circostanza il Vescovo ha espresso ai padri domenicani la sua gratitudine in quanto l’iniziativa promossa ha contribuito ad arricchire il nostro cammino di riflessione e di presenza credente in questa terra e in questo tempo.
Ed è stato lo stesso vescovo, Mons. Crociata, a giocare d’anticipo e, memore dell’iniziativa domenicana della scorsa estate, a cogliere l’occasione odierna del 31° anniversario della morte di Giorgio la Pira, per farsi promotore con la parrocchia Chiesa Madre di Pozzallo delle relative celebrazioni. Noi oggi, per la prima volta, come Amministrazione, siamo gli invitati e non gli organizzatori dell’evento assieme all’Associazione Spes contra Spem.
Pur nello scambio dei ruoli, quello che conta è la figura di Giorgio la Pira, che unisce tutti noi, laici, credenti e non credenti, per la riscoperta dei valori più alti dell’umanesimo cristiano da Lui coniugati con quelli universali della pace e della dignità dell’uomo.
In questa ricorrenza, che tra breve celebreremo nella vicina Chiesa Madre, registriamo con vivo piacere la presenza dell’ordine domenicano, rappresentato dal Molto Reverendo Padre Giovanni Distante, che abbiamo voluto ricevere con grande ufficialità in questa nostra Casa comune e che contribuirà a farci conoscere, ancora di più questo nostro concittadino, testimone della speranza cristiana e che a tutti noi ripete il suo motto spes contra spem.
Grazie per la Sua presenza in mezzo a Noi e a Lei l’amicizia della Città di Pozzallo che ho l’onore di rappresentare.

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Un pensiero riguardo “Pozzallo: ricordato il concittadino illustre Giorgio La Pira

  1. Il Sindaco di Firenze professor GIORGIO LA PIRA
    contro gli appalti e a favore della legge sul divorzio.

    Fu da DELIBERA CONSILIARE del 5 ottobre 1964 n. 5555/710/C contro gli APPALTI del Dazio (Imposte di Consumo) a far psichicamente morire il Sindaco di Firenze professor Giorgio La Pira. Fu infatti soprattutto per questa delibera che egli fu costretto, per me, a dare le dimissioni da Sindaco il 14 febbraio 1965: la carica a lui congeniale e che amava più di ogni altra cosa. La morte psichica, cioè la perdita di entusiasmo esistenziale per non trovarsi più alla guida di Firenze, produsse poi lentamente quella materiale avvenuta i 5 novembre 1977 (cfr. DOCUMENTAZIONE di GIOVANGUALBERTO CERI pubblicata nella rivista “Sotto Il Velame” di Torino, dell’Associazione Studi Danteschi e Tradizionali, diretta da Renzo Guerci, n. VI Il Leone Verde Edizioni, Torino, Settembre 2005, pp. 147 -163). Questa è la mia opinione.
    Fino al momento della chiusura della Causa per la Sua beatificazione di questo episodio, purtroppo, non se ne è parlato.
    Io incontrai La Pira a “Note di Cultura” sul finire degli anni ’60 e mi parve assai contrariato, rattristato, del fatto che la sinistra avesse continuato ad insistere tanto su questa sua linea politica contro gli APPALTI del Dazio continuando a portare sempre per vessillo, ancora dopo qualche anno dalle sue dimissioni, proprio il suo nome. L’episodio contribuiva a renderlo inviso, come futuro Sindaco di Firenze, davanti a coloro che avrebbero dovuto caldeggiare, o promuovere di nuovo, la sua candidatura. Di questo “delitto” oggi mi sento anch’io corresponsabile. Vorrei potermi augurare che ne sia valsa la pena, visto che condusse poi all’attuale regime di imposta I.V.A. NON APPALTABILE. Comunque perché ancor oggi tacere se fu questa la situazione che lo fece tanto soffrire? Perché dimenticarsela?
    Doveroso ricordarsi anche che sul finire del dicembre 1970 il professor Giorgio La Pira finalmente si convinse anche ad essere a favore del mantenimento della Legge n. 898 del 1/12/1970 sul divorzio, conseguentemente andando a ritirare la sua precedente firma a favore del Referendum abrogativo.
    Firenze, 8/11/2009
    Giovangualberto Ceri

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