Porto di Pozzallo, per la Cgil le priorità sono la messa in sicurezza e la gestione


porto_cgilIl visto per il futuro del porto di Pozzallo passa innanzitutto dagli interventi per la messa in sicurezza e per il suo ampliamento il cui progetto definitivo è stata affidato al Genio Civile di Ragusa.
Progetto che prevede opere per € 147.162.000,00, somma notevole che va inserita nel programma dei fondi UE 2014/2020 di imminente definizione da parte del governo regionale.
Allo stato questo progetto ha bisogno del parere di impatto ambientale che va definito con alcune operazioni tecniche propedeutiche che prevedono un spesa di 470mila euro prelevabili dalla delibera 30/2011 con la quale il Governo della Regione aveva destinato la somma di 570mila euro al Comune di Pozzallo come ex titolare della redazione del progetto.
La relazione introduttiva, del segretario generale della Cgil di Ragusa, Giovanni Avola, al convegno tenutosi ieri nella sala “Meno Assenza” sul tema “Il porto di Pozzallo nell’area del Sud-Est” ha dato la stura ad un dibattito molto articolato considerato le rappresentanze politico istituzionali presenti.
Atteso l’intervento dell’assessore regionale alle infrastrutture Giovanni Pistorio il quale nell’anno e mezzo che ci separa dalle elezioni per il rinnovo dell’ARS ha affermato di voler portare a termine alcune pratiche: quella relativa alla realizzazione della superstrada Ragusa – Catania – sono previsti la prossima settimana incontri con il Ministro Del Rio-; la bretella di collegamento tra l’aeroporto di Comiso e la SS 514 ( con la cosiddetta “ragusana”), l’arrivo del’autostrada Siracusa – Gela sino a Scicli e ovviamente l’inserimento del progetto del Porto di Pozzallo tra quelli da finanziare con i fondi UE.
Sulla questione della governance del porto, altro tema centrale attesi i provvedimenti assunti dal Governo nazionale e la presentazione di un Dl alla Regione siciliana, tutti sono stati dell’idea di fare sistema con i vari porti della Sicilia orientale per valorizzare le eccellenze del territorio.
Su come si deve concretizzare questo sistema è rimasto un capitolo aperto.
“Vedremo quale sarà il destino, commenta Giovanni Avola, del Dl presentato dall’on. Orazio Ragusa e altri che punta a istituire un’Autorità Portuale Regionale per quei porti rimasti fuori dalle due autorità portuali, ovvero Palermo e Augusta. Resta fermo il fatto che l’eventuale scelta di entrare nelle autorità portuali nazionali e quella regionale non sono comunque alternative ma complementari visto che entrambe tendono a migliorare la gestione attuale dei porti.
Non è possibile lasciare la gestione dei porti regionali, tra cui quello di Pozzallo, alle capitanerie di porto, detentrici di poteri aggiuntivi impropri che nel resto del Paese vengono esercitati da organi di gestione e di controllo rappresentativi di interessi territoriali plurimi”.
Come dire che il Porto di Pozzallo deve fare sistema con gli altri porti del Sud-Est; peraltro il decreto legislativo fa salva questa facoltà all’interno del sistema portuale di sistema.
Su questa materia è tutto in progress. Interessanti gli spunti colti dagli interventi di Cosimo Indaco, già commissario dell’autorità portuale di Catania, che integra la funzionalità dei porti commerciali con quelli turistici, molto attivi nella zona ionica –mediterranea ed è per tale ragione che la Sicilia deve disciplinare la portualità regionale tenendo conto della vocazioni dei territori e delle loro potenzialità socio economiche.
Contributi hanno dato al dibattito la sen. Venerina Padua che indica nel fare sistema e nel respingere la frammentazioni delle responsabilità la via da seguire; il sindaco Luigi Ammatuna che ha annunciato un incontro a breve con il presidente della Regione, Crocetta, sul tema del porto, ribadendo che la capitaneria di porto che lo gestisce non ha alcun interesse a farlo decollare: meno movimento di natanti c’è meno rischi si creano.
E’ chiaro che si rende necessaria una gestione regionale del porto; l’on. Orazio Ragusa ha chiamato la classe politica siciliana a raccolta per fare squadra affinché un’autorità portuale siciliana possa gestire i porti dell’isola in perfetta sintonia con quanto dichiarato da interventi di qualche cittadino registratesi nel corso del dibattito.
I lavori, coordinati da Nicola Colombo, segretario della Camera del Lavoro di Pozzallo, sono stati conclusi da due interventi: quello di Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia e da Gianna Fragassi, segretaria nazionale della Cgil.
Pagliaro ha denunciato che le regole del sistema portuale siciliano sono ferme da ben 24 anni.
Il problema non è quello di individuare l’autorità di gestione dei porti siciliani ma capire quale politica si intende adottare. La Sicilia è un regione dove si deve poter camminare con tutte le gambe dello sviluppo e in questo senso è apertissima la sfida con i porti europei che vantano un giro di centinaia di migliaia di tonnellate in più.
Questo vuole dire che bisogna guardare, come riferimento primario, alla intermodalità delle infrastrutture che reggono il sistema e questo impone di avere un piano complessivo del sistema.
“Senza un piano di sviluppo, sottolinea Gianna Fracassi, non si va da nessuna parte. Un piano che sia innanzitutto utile a venire incontro alle esigenze dei territori. Due le questioni aperte nella fattispecie di Pozzallo: le risorse e le idee.
Sulle risorse non c’è alcun canale ordinario di finanziamento e quindi bisogna ricorrere ai fondi europei e quindi bisogna attrezzarsi per questo. Le idee, ovvero un piano integrato di sviluppo regionale dei porti, si devono muovere nell’ambito di una visione strategica che coordini le attività industriali, turistiche e culturali che sono poi i “beni” che la Sicilia deve vantare come fiore all’occhiello”

NOTE
Il porto di Pozzallo è stato realizzato tra il 1982 ed il 1996 dall’ex Consorzio ASI con finanziamenti dell’ex Cassa per il Mezzogiorno per un costo totale di 15° miliardi di lire.
Programmato per una potenzialità di movimentazione merci di 800mila tonnellate annue nei fatti è stata superata.
Nel 2014 si sono registrate 1480 tonnellate.

Dati generali Porto di Pozzallo anno 2015

• Navi – 280 arrivate; 278 partite. Totale:558.

• Merci – 921.219 tonnellate arrivate; 660564 partite. Totale: 1.581.783 tonnellate.

• Navi di linea – totale: 432.

• Passeggeri – 140.333 arrivati; 142864 partiti. Totale: 283.187.

• Auto- 17.175 arrivate; 18.488 partite. Totale: 35663.

• Altri mezzi – totale: 18055

Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

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