“Modica città della cultura 2022”, il sogno si è infranto


Modica – Modica città della cultura 2022. Sogno di una notte di mezza estate di molti modicani senza obiettività. Sogno infranto di tutta la corte dell’arrogante sindaco Ignazio Abbate, affiancato dall’inconsistente assessore alla cultura Maria Monisteri, che per rilanciare i siti culturali senza agibilità, come il Castello dei Conti, partecipa a feste di compleanno, impreziosite da esibizioni di trapezisti calanti dal tetto.

Corsa alla vittoria finita in un nulla di fatto per questa gara, che la stessa Monisteri dice essere stata esaltante e propositiva per Modica: ma i modicani sapevano che si stava concorrendo a Modica capitale della cultura 2021? Sembra siano stati visti esaltati e propositivi ( minacciosamente propositivi ) in occasione dell’emissione delle bollette impazzite dell’acqua, poi null’altro.

Sconfitta annunciata in questa partecipazione insieme ad altre 44 città, anche per una mancata unione con il Comune di Scicli nel progetto? Mentre la risentita, quanto galante Scicli parla di città Unesco da cui è imprescindibile l’attenzione dedicata a Modica nel proprio progetto data la vicinanza, Abbate a nome della corte della maggioranza tutta parla di una citta’ pulita e ordinata. Due caratteristiche queste, rimaste indelebili nella mente dei turisti, che ingolfati nel traffico dei trenini barocchi, hanno ammirato la scenografia post moderna, dei rifiuti lasciati a giacere dagli operatori della nettezza urbana in rotta di collisione con l’amministrazione indecisa a pagare le mensilità. Modica e Scicli non si sono unite e non hanno collaborato nonostante la vicinanza: questo è un mistero, che sicuramente nulla ha a che fare con le ingerenze passate del Sindaco Abbate sull’ospedale Busacca, delle acque reflue dell’eterno problema “depuratore”, dei conflitti tributari in merito alla situazione rifiuti, anche questi suddivisi in comode rate.

Avrà concorso alla sconfitta anche la presenza del nutrizionista di fama internazionale Giorgio Calabrese, che disquisisce di cioccolato modicano nei salotti televisivi? Testimonial di un prodotto a marchio IGP che a detta di alcuni : non protegge gli artigiani modicani, mette a repentaglio la preparazione tradizionale, è sostenuto da ricerche storiografiche su cui vertono numerosi dubbi. Eppure pubblicazioni inerenti a questo prodotto modicano sono divulgate e reclamizzate dalla medesima amministrazione che ne fa il simbolo della città. Tralasciando volutamente il nome di Franco Ruta che creò la cultura gastronomica della città. Ma questi sono dettagli di cui le amministrazioni moderne e inefficienti come quella modicana possono fare a meno.

La notizia poco lieta viene accolta con serenità nonostante ci fanno sapere dall’amministrazione dell’immenso lavoro di molti mesi. Forse è meglio così. Una capitale della cultura con le luci a chiazze di diversi colori appena cala la sera sul centro storico, con moltissimi palazzi chiusi in perenne attesa di restauro, con una facciata del liceo classico volgarmente abbagliante, che non riesce a creare un clima di cooperazione con i territori circostanti merita di cadere nel dimenticatoio insieme a tutte le città in cui le maggiori opere di prestigio sono le rotonde e i dossi colorati.



Nèmesis

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